{"id":437,"date":"2026-05-20T09:56:03","date_gmt":"2026-05-20T09:56:03","guid":{"rendered":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/?p=437"},"modified":"2026-05-20T09:57:45","modified_gmt":"2026-05-20T09:57:45","slug":"la-ricerca-che-si-trasforma-nuove-rotte-per-la-pedagogia-al-ii-convegno-creddi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/2026\/05\/20\/la-ricerca-che-si-trasforma-nuove-rotte-per-la-pedagogia-al-ii-convegno-creddi\/","title":{"rendered":"La ricerca che si trasforma: nuove rotte per la pedagogia al II\u00b0 convegno CREDDI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Un punto di arrivo, ma soprattutto un punto di partenza per affrontare con accresciuta consapevolezza le sfide pedagogiche della ricerca in ambito accademico. Cos\u00ec si potrebbe sintetizzare il convegno \u201c<em>Percorsi di ricerca pedagogica nei contesti educativi<\/em>\u201d, organizzato dal <strong>Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI)<\/strong>, giunto alla sua seconda edizione. Durante questa \u201cdue giorni\u201d, diversi illustri ospiti italiani e internazionali hanno condiviso le proprie ricerche, riflessioni e suggestioni su differenti plessi concettuali del panorama culturale pedagogico e formativo, approfondendo alcuni snodi specifici e allo stesso tempo mantenendo salda una visione integrata dei saperi dell\u2019educazione per il progresso delle conoscenze teoriche e l\u2019efficacia delle risposte pratiche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-Avvio-lavori-27-04-26-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-438\" srcset=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-Avvio-lavori-27-04-26-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-Avvio-lavori-27-04-26-300x225.jpeg 300w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-Avvio-lavori-27-04-26-768x576.jpeg 768w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-Avvio-lavori-27-04-26-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Foto-Avvio-lavori-27-04-26.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Per l\u2019apertura del convegno, la Prof.ssa <strong>Lucrezia Sanfilippo<\/strong>, della Direzione Didattica, ha richiamato l\u2019interesse dell\u2019Ateneo sulle questioni centrali in parola: formazione, tecnologia, aspetti di monitoraggio e valutazione, didattica e ricerca intrecciate indissolubilmente per il miglioramento continuo della qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa, che proprio dal punto di vista pedagogico possono essere considerate in maniera unitaria e generativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Nel primo pomeriggio, le colleghe e i colleghi del <strong>Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI) <\/strong>si sono confrontate e confrontati su diverse proposte progettuali, per provare a delineare alcune macro aree di interesse scientifico in ambito educativo e formativo, veri e propri ambiti cui dedicare nel prossimo futuro riflessioni, ricerche e progettualit\u00e0 formative, proposte d\u2019azione e d\u2019intervento, tenendo conto delle sensibilit\u00e0 personali di ciascuno e allo stesso tempo coltivando uno spirito di collaborazione e co-costruzione di risposte alle domande epistemiche pi\u00f9 cogenti della pedagogia contemporanea e ai diversi bisogni formativi, al di l\u00e0 degli specifici settori disciplinari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Successivamente l\u2019attenzione si \u00e8 focalizzata sui due interventi principali. La ricerca educativa, ricorda il Prof. <strong>Roberto Trinchero<\/strong> (Universit\u00e0 di Torino), pu\u00f2 dirsi scientifica solo quando accetta di misurarsi con criteri di rigore: metodi espliciti, controllabilit\u00e0, replicabilit\u00e0, chiarezza terminologica e apertura alla revisione. Ma proprio qui emerge una criticit\u00e0 strutturale: la pedagogia produce molti studi originali, ma replica pochissimo. Le ricerche che verificano davvero la solidit\u00e0 dei risultati sono una frazione minima, e spesso condotte dagli stessi autori degli studi iniziali. Il rischio \u00e8 quello di un sapere che cresce pi\u00f9 in ampiezza che in profondit\u00e0, accumulando teorie senza verificarne l\u2019effettiva capacit\u00e0 esplicativa nella pratica educativa. Per Trinchero, la teoria pedagogica ha senso solo se \u201cmessa alla prova\u201d nella realt\u00e0 delle scuole e delle aule, in dialogo con insegnanti ed educatori. La ricerca deve essere trasformativa, capace di orientare la pratica e non solo di descriverla. Anche le grandi sintesi internazionali, come <em>Visible Learning<\/em> di John Hattie, mostrano quanto sia necessario spostare l\u2019attenzione: non pi\u00f9 \u201cche cosa funziona\u201d, ma \u201cche cosa funziona meglio\u201d, non il singolo docente ma la forza del collettivo, non la quantit\u00e0 di attivit\u00e0 ma la profondit\u00e0 dei processi cognitivi e relazionali che sostengono l\u2019apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui l\u2019invito a una ricerca educativa pi\u00f9 matura: capace di integrare nuove evidenze senza stravolgere ci\u00f2 che gi\u00e0 sappiamo, di collaborare con i docenti per migliorare l\u2019impatto didattico, di valorizzare le eccellenze esistenti e di superare la distanza tra ricerca, policy e pratica. Perch\u00e9 l\u2019efficacia educativa non nasce dall\u2019accumulo di iniziative, ma da un lavoro condiviso, intenzionale e consapevole sulle condizioni che permettono agli studenti &#8211; e ai sistemi &#8211; di apprendere davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Il Prof. <strong>Enrico Landoni<\/strong>, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali (DiSUS), ha portato il proprio contributo scientifico rendendo conto alla platea delle pi\u00f9 attuali dinamiche epistemologiche che attraversano soprattutto la didattica della storia, un \u201ccaso studio\u201d di particolare interesse che \u00e8 emblematico in generale dei numerosi interrogativi, in senso lato pedagogici, che attraversano tutti coloro che in ambito accademico si interrogano sull\u2019evoluzione del rapporto tra contenuti disciplinari, processi d\u2019apprendimento\/insegnamento, tradizioni sedimentate e innovazioni metodologiche, sia di tipo formale sia pratiche e, perch\u00e9 no, tecnologiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Nella seconda giornata di convegno, il Magnifico Rettore, Prof. <strong>Enzo Siviero<\/strong>, ha inteso aprire i lavori con una riflessione sul ruolo dell\u2019apprendimento tra analogico e digitale, soprattutto nella prospettiva degli studenti, di concerto con il Prof. <strong>Enrico Landoni<\/strong>, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali (DiSUS), e con il Prof. <strong>Paolo Raviolo<\/strong>, Direttore del <strong>Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Per il primo ospite, Prof. <strong>Luca Agostinetto<\/strong> (Universit\u00e0 di Padova), la pedagogia generale e sociale pu\u00f2 essere immaginata come una galassia: un insieme di ambiti, pratiche e contesti che orbitano entro uno spazio comune senza mai ridursi a un sistema chiuso. A tenere insieme questa pluralit\u00e0 \u00e8 il <em>proprium pedagogico<\/em>, una sorta di centro gravitazionale che orienta i saperi, permette di riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 educativo e offre una prospettiva critica per leggere le trasformazioni in atto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-Agostinetto-28-04-2026-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-439\" srcset=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-Agostinetto-28-04-2026-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-Agostinetto-28-04-2026-300x225.jpeg 300w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-Agostinetto-28-04-2026-768x576.jpeg 768w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-Agostinetto-28-04-2026-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-Agostinetto-28-04-2026.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Questa galassia \u00e8 attraversata da traiettorie ibride e forze contrastanti: da un lato il dialogo tra ambiti e la solidit\u00e0 dei fondamenti teorici, dall\u2019altro il rischio di frammentazione, tecnicismo e perdita di un linguaggio condiviso. Nel contesto europeo, inoltre, la pedagogia si confronta con priorit\u00e0 esterne &#8211; competenze, digitalizzazione, inclusione, sostenibilit\u00e0 &#8211; che ne ridefiniscono le direzioni di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Da qui emergono tre tensioni decisive: ripensare il concetto di competenza oltre la logica performativa; riconoscere i limiti dell\u2019evidence-based education di fronte alla complessit\u00e0 dei processi formativi; mantenere l\u2019autonomia critica del sapere pedagogico in un sistema sempre pi\u00f9 orientato dalla governance educativa. Abitare queste tensioni, senza semplificarle, \u00e8 oggi il compito della pedagogia: continuare a interrogare le finalit\u00e0 dell\u2019educazione e contribuire a trasformare i contesti in cui opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">A seguire, la Prof.ssa <strong>Simonetta Polenghi<\/strong> (Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore), ha mostrato come negli ultimi anni la storiografia internazionale dell\u2019educazione ha ampliato in modo significativo il proprio sguardo. Dai temi pi\u00f9 classici &#8211; la storia della scuola, dell\u2019alfabetizzazione, dell\u2019infanzia o delle politiche educative &#8211; la ricerca si \u00e8 progressivamente aperta a nuovi approcci che mettono al centro linguaggi, rappresentazioni, culture materiali, spazi e corpi. I diversi \u201cturn\u201d emersi nelle scienze umane, dal <em>cultural<\/em> al <em>visual<\/em>, dallo <em>spatial<\/em> al <em>material turn<\/em>, hanno trasformato il modo di leggere le esperienze educative, valorizzando fonti prima marginali: fotografie, quaderni, oggetti didattici, archivi privati, testimonianze orali, materiali digitali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Polenghi-28-04-2026-1-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-441\" srcset=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Polenghi-28-04-2026-1-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Polenghi-28-04-2026-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Polenghi-28-04-2026-1-768x576.jpeg 768w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Polenghi-28-04-2026-1-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Polenghi-28-04-2026-1.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Parallelamente, si sono sviluppati nuovi filoni: la storia delle emozioni, delle donne e delle professioni educative; la storia transnazionale, che indaga circolazioni e trasferimenti pedagogici; le prospettive decoloniali, che decentrano lo sguardo e includono storie educative non occidentali. Anche la <em>public history<\/em> dell\u2019educazione sta assumendo un ruolo crescente, mostrando come la memoria scolastica contribuisca alla costruzione dell\u2019immaginario collettivo. Questa evoluzione ha portato a ripensare metodi e fonti, richiedendo approcci interdisciplinari capaci di combinare documenti scritti, materiali visivi, oggetti, dati digitali e narrazioni biografiche. Al centro rimane l\u2019idea che la storia dell\u2019educazione non sia solo ricostruzione del passato scolastico, ma uno strumento critico per comprendere come le societ\u00e0 costruiscono, trasmettono e ricordano la propria cultura educativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Nel corso del terzo intervento, la Prof.ssa <strong>Antonella Lotti<\/strong> (Universit\u00e0 di Foggia) si \u00e8 interrogata a proposito del <em>Faculty Development<\/em>, che negli ultimi decenni \u00e8 diventato una componente strategica dell\u2019universit\u00e0 contemporanea. Nato negli anni Sessanta negli Stati Uniti, inizialmente come supporto informale ai docenti, si \u00e8 progressivamente trasformato in un ambito strutturato, dotato di centri dedicati, reti internazionali e una solida base di ricerca. Oggi il FD comprende un insieme articolato di attivit\u00e0 &#8211; workshop, programmi longitudinali, peer observation, comunit\u00e0 di pratica &#8211; pensate per migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e sostenere lo sviluppo professionale dei docenti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Lotti-28-04-2026-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-442\" srcset=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Lotti-28-04-2026-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Lotti-28-04-2026-300x225.jpeg 300w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Lotti-28-04-2026-768x576.jpeg 768w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Lotti-28-04-2026-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Lotti-28-04-2026.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">La spinta europea verso la \u201cparit\u00e0 strategica\u201d tra didattica e ricerca ha accelerato questo processo: documenti come il <em>Yerevan Communiqu\u00e9<\/em> e le raccomandazioni dell\u2019EUA chiedono agli atenei di investire risorse, certificare la formazione pedagogica e riconoscere l\u2019eccellenza didattica. In Italia, la crescita dei Teaching and Learning Center e le linee guida ANVUR mostrano un sistema in rapido consolidamento, impegnato a definire competenze, modelli formativi e criteri di valutazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">La ricerca internazionale evidenzia che le iniziative di FD pi\u00f9 efficaci combinano progettazione basata su evidenze, apprendimento esperienziale, feedback, riflessione e costruzione di comunit\u00e0 professionali. Allo stesso tempo, l\u2019innovazione didattica si intreccia con sfide emergenti: l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale, la diffusione di metodologie attive come TBL e PBL, la necessit\u00e0 di architetture didattiche flessibili e di un approccio disciplinare alle <em>signature pedagogies<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Nel complesso, il Faculty Development si configura come un dispositivo essenziale per migliorare l\u2019apprendimento degli studenti, sostenere il benessere dei docenti e promuovere una cultura universitaria capace di innovare in modo responsabile e condiviso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Per la Prof.ssa <strong>Daniela Robasto<\/strong> (Universit\u00e0 di Torino), la docimologia contemporanea sta ampliando il proprio raggio d\u2019azione: non si occupa pi\u00f9 soltanto di misurare l\u2019apprendimento degli studenti, ma guarda al funzionamento complessivo dei sistemi formativi. In un contesto caratterizzato da bassi livelli di istruzione terziaria, partecipazione limitata al lifelong learning e carriere lavorative sempre pi\u00f9 non lineari, la valutazione diventa uno strumento strategico per garantire il diritto all\u2019apprendimento permanente. La ricerca mostra per\u00f2 che i sistemi di qualit\u00e0 accumulano modelli e procedure spesso non allineati agli scopi reali, ancora troppo centrati su esiti lineari e poco sensibili alla complessit\u00e0 dei percorsi di vita. Per questo si stanno affermando approcci che considerano l\u2019intero ecosistema educativo: persone, processi e finalit\u00e0 devono essere coerenti, e la validit\u00e0 non riguarda pi\u00f9 solo gli strumenti, ma l\u2019intera catena che collega dati, interpretazioni e decisioni. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Robastro-28-04-2026-1-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-444\" srcset=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Robastro-28-04-2026-1-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Robastro-28-04-2026-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Robastro-28-04-2026-1-768x576.jpeg 768w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Robastro-28-04-2026-1-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/creddi.uniecampus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Prof.-ssa-Robastro-28-04-2026-1.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">L\u2019autovalutazione di sistema pu\u00f2 diventare un motore di miglioramento solo se supera la logica della \u201cconformit\u00e0 addestrata\u201d e produce rappresentazioni credibili del funzionamento delle istituzioni. Quando invece \u00e8 usata come adempimento o come difesa rispetto ai dispositivi di accreditamento, perde la sua funzione formativa. La sfida \u00e8 costruire processi valutativi capaci di sostenere flessibilit\u00e0, interoperabilit\u00e0 degli apprendimenti e riconoscimento dei percorsi non formali, ancora poco rilevati e valorizzati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">In questa prospettiva, la docimologia contribuisce a ripensare l\u2019accountability come pratica dialogica e orientata al miglioramento, capace di far apprendere non solo studenti e docenti, ma l\u2019intero sistema educativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Infine, in collegamento dal Regno Unito, la Prof.ssa <strong>Kate Borthwick<\/strong> (University of Southampton) ha raccontato l\u2019arrivo dell\u2019intelligenza artificiale generativa dal suo peculiare punto di vista accademico, che ha trasformato in profondit\u00e0 l\u2019insegnamento delle lingue, aprendo possibilit\u00e0 inedite ma anche nuove criticit\u00e0. Gli studenti la usano ormai in modo massiccio per comprendere concetti, riorganizzare idee, esercitarsi nella conversazione e ottenere feedback immediato; allo stesso tempo, emergono timori legati alla dipendenza cognitiva, alla perdita di abilit\u00e0 critiche e al rischio di isolamento. Per la didattica linguistica, l\u2019AI rappresenta un vero \u201cgame changer\u201d: \u00e8 capace di produrre testi coerenti, dialogare in tempo reale, generare risorse personalizzate e sostenere l\u2019apprendimento in molte lingue, incluse quelle minoritarie. Tuttavia, porta con s\u00e9 limiti strutturali &#8211; <em>bias<\/em>, \u201callucinazioni\u201d, omologazione linguistica &#8211; che richiedono un uso consapevole e guidato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Per questo si parla sempre pi\u00f9 di <em>AI literacy<\/em>: la capacit\u00e0 di integrare l\u2019AI in modo critico, etico e creativo, riconoscendo i punti di forza della tecnologia ma anche il valore insostituibile delle competenze umane &#8211; contestualizzazione, sensibilit\u00e0 culturale, empatia, pensiero complesso. Nella pratica didattica, ci\u00f2 significa trasparenza, discussione aperta, criteri chiari sull\u2019uso dell\u2019AI negli elaborati e attivit\u00e0 che invitino gli studenti a progettare, valutare e riflettere insieme alla macchina. L\u2019obiettivo non \u00e8 sostituire l\u2019insegnante, ma potenziare l\u2019apprendimento: un modello \u201ccentauro\u201d, in cui umano e AI collaborano mantenendo ruoli distinti, o \u201ccyborg\u201d, in cui le due dimensioni si intrecciano creativamente. In ogni caso, la sfida \u00e8 ricordare che l\u2019AI pu\u00f2 ampliare l\u2019immaginazione, ma \u00e8 la relazione educativa a darle senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify has-text-align-justify\">Al termine di questi densi interventi, vere e proprie <em>lectio magistralis<\/em>, il Prof. <strong>Raviolo<\/strong> ha concluso mettendo in luce molti plessi trasversali e temi in comune, dall\u2019attenzione alle tecnologie al loro impatto socio-educativo, l\u2019uso dei dati e della valutazione, la necessit\u00e0 di intercettare il cambiamento per \u201cabilitare\u201d una fertile messa in comune del dialogo euristico, della riflessione scientifica, della progettazione pedagogica e della collaborazione fattiva, per la crescita del dibattito pedagogico interno ed esterno, <em>pi\u00f9 inclusivo e meno divisivo<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un punto di arrivo, ma soprattutto un punto di partenza per affrontare con accresciuta consapevolezza le sfide pedagogiche della ricerca in ambito accademico. Cos\u00ec si potrebbe sintetizzare il convegno \u201cPercorsi di ricerca pedagogica nei contesti educativi\u201d, organizzato dal Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), giunto alla sua seconda edizione. Durante questa \u201cdue giorni\u201d, &hellip; <a href=\"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/2026\/05\/20\/la-ricerca-che-si-trasforma-nuove-rotte-per-la-pedagogia-al-ii-convegno-creddi\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">La ricerca che si trasforma: nuove rotte per la pedagogia al II\u00b0 convegno CREDDI<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-437","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=437"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/437\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":447,"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/437\/revisions\/447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/creddi.uniecampus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}