Formazione online dei docenti in servizio: oltre gli strumenti, verso il senso

A partire dall’esperienza del corso “Dare senso al mondo. Desideri, affetti, motivazioni nel processo educativo” (febbraio‑maggio 2024), coordinato dalla prof.ssa Giorgia Pinelli del CREDDI, emergono alcune evidenze chiave sulla progettazione e l’efficacia della formazione a distanza per insegnanti già attivi:

  • Partecipazione e comunità professionale
    Il percorso ha registrato 697 iscrizioni effettive (di cui 640 nella prima tornata e 57 in coda), con un’ampia rappresentanza di discipline e livelli scolastici . Al di là delle cifre, i docenti hanno avvertito la nascita di una vera “comunità professionale” online, elemento motivante e fattore di coesione.
  • Progettazione in équipe
    Attraverso riunioni plenarie e incontri mirati, l’équipe organizzativa (sei referenti disciplinari) ha condiviso contenuti, tempi e modalità di interazione, garantendo continuità tra le lezioni e una calibrata alternanza tra momento espositivo (1 h) e dibattito (40 min–1 h).
  • Competenze comunicative e strumenti
    La qualità dell’esperienza è dipesa non solo dalla padronanza tecnologica (Teams/Zoom) ma soprattutto dalla capacità del formatore di “sfondare la quarta parete” virtuale, offrendo uno spazio di condivisione di esperienze e feedback continui (chat, emoticon, questionari di monitoraggio).
  • Punti di miglioramento
    Il monitoraggio post‑lezione resta sfidante: distinguere gradimento ed efficacia richiede un follow‑up in focus group territoriale per valutare l’impatto sul “fare didattico” quotidiano. Inoltre, in futuro potrebbe essere utile differenziare i percorsi tra i vari ordini di scuola per approfondimenti più mirati.
  • Prospettive
    La rilevanza del tema “conferimento di senso” e il successo di partecipazione dimostrano l’interesse degli insegnanti verso percorsi che uniscano rigore pedagogico e dimensione riflessiva. La tecnologia, se ben progettata, diventa leva per sostenere il lifelong learning e ricostruire orientamenti di senso anche a distanza.

Trovate maggiori informazioni negli atti del convegno SIPED pubblicati al seguente link: https://www.pensamultimedia.it/libro/9791255682806

UDL, tecnologie e ruolo del docente: un’indagine esplorativa

Daniela Maggi ed Antonio Balestra hanno presentato a REN un’interessante indagine esplorativa sul potenziale del paradigma Universal Design for Learning (UDL) nell’innovazione delle pratiche didattiche, attraverso l’analisi delle percezioni di 1.092 docenti coinvolti nei corsi abilitanti docenti 30 CFU ex art.13, dell’Università eCAmpus. Lo studio si concentra su tre dimensioni: autoefficacia tecnologica, strategie inclusive ispirate all’UDL e pratiche di co-docenza. I risultati mettono in luce una correlazione significativa tra la qualità della formazione ricevuta e l’uso consapevole di risorse digitali progettate secondo la logica UDL. Emergono tuttavia criticità legate alla disomogeneità delle competenze digitali e alla scarsità di materiali effettivamente accessibili e flessibili. Il supporto tecnico e i momenti di formazione sono generalmente valutati positivamente, ma l’accesso a risorse didattiche coerenti con l’approccio UDL risulta ancora limitato. La collaborazione tra docenti si mostra occasionale e poco strutturata, con ridotta pianificazione condivisa e impiego limitato di ambienti collaborativi. Gli autori suggeriscono l’attivazione di laboratori di co-progettazione, mentoring tra pari e comunità professionali di apprendimento per promuovere un’integrazione sistemica dei principi UDL nella didattica quotidiana.

Potete trovare gli atti completi al seguente link: https://lnkd.in/ess3vYxH

CREDDI a REN

Sono usciti gli atti di REN, con un’interessante pubblicazione di Matteo Adamoli, Michele Marangi, Paolo Raviolo, Marco Rondonotti.
L’articolo dal titolo “Perception of Generative Artificial Intelligence among Italian university students: an explorative analysis on ChatGPT”, si focalizza sull’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) a livello universitario, un tema di crescente rilevanza in particolare dopo il lancio di ChatGPT. Si evidenzia come l’IA generativa stia introducendo nuove metodologie e strumenti didattici innovativi a partire da una ricerca quantitativa condotta su un vasto campione di studenti italiani. Questa ha rivelato una correlazione positiva tra il loro livello di alfabetizzazione all’IA e la percezione dell’efficacia di ChatGPT come strumento di apprendimento. Inoltre, l’analisi suggerisce che il potenziale di ChatGPT per migliorare l’apprendimento è influenzato dalla percezione che gli studenti ne hanno. In sintesi, il contributo illustra come l’IA stia trasformando la didattica e la necessità di nuove competenze per navigare in questo scenario in evoluzione. Questo lavoro sottolinea l’importanza di sviluppare una solida “alfabetizzazione all’IA”, non limitandosi alla mera conoscenza della tecnologia, ma estendendosi alla capacità di utilizzarla, valutarla criticamente e persino crearla. Inoltre, il contributo evidenzia la necessità di utilizzare applicazioni di IA in modo etico, trasparente e responsabile, ponendo l’accento sia sui benefici che sui potenziali rischi.
Potete trovare gli atti al seguente link: https://lnkd.in/ess3vYxH

Pubblicato il volume “Insegnamento online e formazione adulta: una prospettiva pedagogica”

Giorgia Pinelli, membro del CREDDI, ha curato il volume recentemente pubblicato nell’ambito della collana “SPES – Scienze Pedagogiche: Esplorazioni e Sentieri” dell’AMSActa, l’Editore digitale dell’Università di Bologna. La collana, ispirata ai principi fondamentali dell’open science, rende tutti i volumi disponibili in modalità open access, consentendone il libero scaricamento. Il volume, intitolato “Insegnamento online e formazione adulta: una prospettiva pedagogica”, analizza in modo approfondito le trasformazioni della formazione nel contesto attuale, caratterizzato da un crescente sviluppo di modalità ibride e interconnesse di apprendimento. Nella prima parte del testo, l’autrice approfondisce i fondamenti teorici della formazione permanente, con particolare attenzione al ruolo degli orizzonti di senso e delle narrazioni nei processi di crescita e trasformazione personale. Viene inoltre esaminata la comunicazione in ambienti digitali, ponendo l’accento sulla consapevolezza corporea in contesti online e sugli aspetti strutturali della competenza professionale nella progettazione di percorsi formativi. La seconda parte del volume si concentra su uno studio empirico, presentando l’analisi di un corso di formazione online rivolto a docenti in servizio di diversi ordini e gradi scolastici. Il corso, organizzato attorno al tema del conferimento di senso, offre un contributo pratico alla riflessione su come ripensare la didattica per adulti nell’attuale era digitale. Ulteriori dettagli sono disponibili sulla pagina dell’AMSActa, accessibile al seguente indirizzo: https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8386/. Il PDF completo dell’opera può essere consultato direttamente a questo link: https://amsacta.unibo.it/id/eprint/8386/1/Pinelli_Insegnamento%20online%20e%20formazione%20adulta_SPES_volume%2002.pdf.

“L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale Generativa nella valutazione universitaria online: il caso studio di un insegnamento di Docimologia”, il titolo della ricerca presentata da alcuni componenti del CREDDI presente ad ASDUNI

Venerdì 27 giugno Federica Emanuel, Matteo Adamoli e Paolo Raviolo hanno partecipato al 6° Convegno Nazionale sul Faculty Development, presso l’Università di Genova, con la collaborazione di ASDUNI (Associazione Italiana per la Promozione e lo Sviluppo della Didattica, dell’Apprendimento e dell’Insegnamento in Università).
Il loro intervento, dal titolo “L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale Generativa nella valutazione universitaria online: il caso studio di un insegnamento di Docimologia” ha presentato la sperimentazione condotta nell’ambito del progetto PRIN AcOnHE – Active Online Assessment in Higher Education, focalizzata sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale Generativa nei processi valutativi. La ricerca, sviluppata all’interno dell’insegnamento di Docimologia (LM-85), ha previsto l’individuazione di una Knowledge Base e l’implementazione di un’interfaccia API (Application Programming Interfaces) per analizzare e valutare le esercitazioni degli studenti in modo rapido ed efficiente. Sono stati esaminati oltre 300 elaborati rilevando una coerenza superiore all’85% tra le valutazioni generate dall’IA e quelle attribuite dal docente. I risultati sottolineano l’importanza di sostenere iniziative di Faculty Development sulla AI literacy al fine di integrare l’AI in modo consapevole e riflessivo nella pratica valutativa, promuovendo una cultura della valutazione trasparente, dialogica e supportata dalle tecnologie.