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Intercultural perspectives on post‑digital literacy in Early Years: alla University of Southampton prospettive interculturali sull’alfabetizzazione nella prima infanzia

Si è svolto, nell’ambito del periodo di Visiting Academic della Prof.ssa Farnaz Farahi, membro del CREDDI, presso la University of Southampton, il seminario internazionale Intercultural perspectives on post-digital literacy in Early Years, un appuntamento dedicato all’approfondimento delle trasformazioni che interessano le pratiche di alfabetizzazione nella prima infanzia in contesti educativi sempre più digitalizzati e culturalmente eterogenei. All’incontro hanno preso parte il Prof. Michele Marangi e il Prof. Matteo Adamoli, docenti eCampus e membri del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), invitati a condividere riflessioni e prospettive maturate nell’ambito della ricerca sulle media literacy e sull’integrazione pedagogica delle tecnologie. Il seminario, promosso dal Centre for Global Englishes (CGE) del Dipartimento ospitante, si è tenuto online l’11 marzo 2026 e ha offerto un’occasione di confronto sulle forme emergenti di digital e post-digital literacy nella fascia 0–6. L’attenzione si è concentrata sulle modalità con cui i bambini interagiscono con ambienti di apprendimento caratterizzati da risorse multimodali, strumenti digitali e pratiche culturali diversificate, evidenziando come tali esperienze richiedano approcci educativi capaci di valorizzare la pluralità dei linguaggi e delle identità.

Educare nell’era degli algoritmi: il nuovo libro di Michele Marangi

È uscito “IA, infanzia e algoritmi. Crescere e apprendere nel postdigitale”, il nuovo libro di Michele Marangi, docente eCampus e membro del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI). L’arrivo del volume si inserisce in un momento in cui l’intelligenza artificiale non è più solo tema da specialisti, ma presenza quotidiana che attraversa case, scuole, servizi educativi e immaginari infantili. L’autore sceglie di affrontare questo scenario senza toni apocalittici né entusiasmi, lavorando invece su una domanda semplice e cruciale: cosa significa crescere e apprendere in un mondo in cui gli algoritmi sono parte dell’ambiente?

Il libro si muove lungo una linea di ricerca che intreccia pedagogia, media studies e sociologia dell’innovazione. L’infanzia viene osservata come protagonista di un ecosistema postdigitale in cui analogico e digitale non sono più separabili, e in cui l’IA opera come infrastruttura invisibile che orienta scelte, percorsi, attenzioni. L’autore mette in luce come educatrici, insegnanti e genitori si trovino oggi a mediare tra opportunità e rischi, tra fascinazione e timori, tra la necessità di accompagnare i più piccoli e la consapevolezza di non avere sempre gli strumenti per farlo. Il libro dedica spazio anche alle questioni etiche e sociali: dati, privacy, bias, disuguaglianze, accesso, inclusione. Temi spesso trattati in modo astratto vengono qui ricondotti alle esperienze concrete dell’infanzia, mostrando come l’IA possa amplificare fragilità o generare nuove possibilità, a seconda di come viene integrata nei contesti educativi e familiari. A completare il quadro, una serie di proposte operative e schede di lavoro che offrono spunti per attività, discussioni e percorsi da sviluppare con bambini e adulti. 

Potete acquistare il testo a questo link.

Insegnare le lingue oggi: tra pluralità, DSA e innovazione  

Il 12 e 13 marzo 2026 l’Università degli Studi eCampus ha ospitato il convegno “La didattica delle lingue moderne e antiche in situazioni di Disturbi Specifici dell’Apprendimento”, un appuntamento nato dall’esigenza di riflettere sulle trasformazioni profonde che oggi attraversano l’insegnamento delle lingue. Inclusione, pluralità linguistica, bisogni educativi speciali e nuove tecnologie stanno ridisegnando il modo in cui si apprende e si insegna, e il convegno, organizzato dal CRAD e dal CREDDI, ha inteso offrire uno spazio di confronto scientifico e professionale su questi temi cruciali; in particolare, Paolo Raviolo e Marco Rondonotti, docenti eCampus e membri del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), hanno offerto un contributo di taglio pedagogico sulla didattica speciale in ottica inclusiva a scuola e sulla valutazione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali.

Nel corso delle due giornate si sono alternati studiosi e professionisti provenienti da diversi ambiti disciplinari, chiamati a discutere le sfide educative più attuali: dalle difficoltà di lettura e comprensione del testo nelle classi plurilingui, alla didattica del greco e del latino, fino al ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nei percorsi inclusivi. Una particolare attenzione è stata dedicata ai bisogni educativi speciali e alle modalità con cui scuola e università possono garantire un accesso equo all’apprendimento linguistico, ripensando strumenti, approcci e prospettive in una direzione realmente inclusiva.

Il convegno ha rappresentato anche un’occasione per valorizzare il lavoro dei centri di ricerca coinvolti e per riflettere sul ruolo della divulgazione scientifica nella costruzione di una cultura educativa più attenta alla diversità. L’intento è quello di mettere in dialogo ricerca, pratiche didattiche e innovazione, creando le condizioni per ambienti di apprendimento capaci di accogliere e sostenere tutti gli studenti. 

Link convegno: https://www.uniecampus.it/ateneo/eventi/la-didattica-delle-lingue-moderne-e-antiche 

Il contributo di Giorgia Pinelli alla rivista Encyclopedia, per una filosofia dell’educazione situata storicamente e culturalmente

Giorgia Pinelli, docente eCampus e membro del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), ha recentemente offerto il suo contributo scientifico attraverso una entry, dedicata a “Philosophy of Education”, per “Encyclopedia“, rivista open access di MDPI, che rientra nella sezione delle Scienze Sociali e strutturata come enciclopedia multidisciplinare ed indicizzata in Scopus. 

Il saggio si interroga sul luogo in cui si indagano le fondazioni epistemologiche, antropologiche ed etico-normative dell’agire educativo. La sua funzione non è solo critica o metateorica: essa mira a chiarire che cosa sia propriamente educazione, quali ne siano i fini e quali condizioni ne rendano possibile l’esercizio, riportando alla luce le assunzioni implicite che orientano teorie e pratiche pedagogiche. In questa prospettiva, la Filosofia dell’Educazione contribuisce a dare unità e intelligibilità al campo pedagogico, sostenendo la costruzione di una pedagogia intesa come sapere autonomo, prima descrittivo-interpretativo e solo in seguito normativo. L’educazione emerge così come fenomeno umano situato storicamente e culturalmente, e non come semplice applicazione di tecniche o modelli.

Link rivista:  https://www.mdpi.com/2673-8392/6/2/34 

La leadership educativa sostenibile del dirigente scolastico nel contributo di Mazzoli, Zane e Righettini

È stato pubblicato nel numero 44/2025 della rivista Dirigenti Scuola l’articolo “Competenze organizzative e sostenibilità nella leadership scolastica”, firmato da Serena Mazzoli, Cristian Righettini ed Elisa Zane, docenti eCampus e membri del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI). Il contributo si inserisce nella sezione Studi e Ricerche della rivista e affronta il tema dell’evoluzione della leadership scolastica alla luce delle sfide ambientali, sociali ed educative contemporanee.

Gli autori analizzano il ruolo del dirigente scolastico in un contesto caratterizzato da trasformazioni profonde, sottolineando come la sostenibilità stia diventando un criterio imprescindibile per la governance educativa. Come si legge nell’articolo, “la crescente attenzione verso la sostenibilità sollecita una riflessione sui modelli di governance scolastica e sul ruolo del dirigente, chiamato a integrare competenze manageriali, sensibilità ecologica e capacità di innovazione organizzativa”.

Il lavoro mette in evidenza l’introduzione del nuovo sistema di valutazione dirigenziale (D.M. 47/2025), interpretato come un’opportunità per ridefinire le competenze richieste ai dirigenti, anche in chiave ecologica. Le cosiddette green competences vengono presentate come un possibile fattore di trasformazione, capace di incidere sulla gestione delle risorse, sulla progettazione educativa e sulla formazione del personale docente. Gli autori osservano infatti che “un approccio orientato alla sostenibilità sembra favorire percorsi didattici innovativi, capaci di sviluppare negli studenti consapevolezza critica e competenze trasversali in materia ambientale”. Il contributo si articola in tre sezioni: una riflessione sul nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici, un approfondimento sulle green competences applicate alla leadership educativa e un’analisi del rapporto tra leadership ecologica e dinamiche generazionali nelle scuole.

La pubblicazione rappresenta un nuovo tassello nel dibattito accademico e professionale sulla leadership scolastica, offrendo spunti di ricerca e prospettive operative per dirigenti, docenti e policy maker impegnati nella transizione verso modelli educativi più sostenibili.

Potete leggere la rivista cliccando qui.

Una riflessione pedagogica sull’attualità internazionale. Farnaz Farahi presente al Congresso “INTER/GENER-AZIONI. Prospettive di genere e intersezionali nei patti tra generazioni”

Farnaz Farahi, docente eCampus e membro del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), ha partecipato al Congresso Nazionale “INTER/GENER-AZIONI. Prospettive di genere e intersezionali nei patti tra generazioni” del Gruppo di lavoro SIPED: Intersezioni pedagogiche. Sessi, generi, sessualità, svolto il 19 e 20 febbraio 2026 presso l’Università degli Studi di Verona (Dipartimento di Scienze Umane) e organizzato dal Gruppo di Lavoro SIPed “Intersezioni pedagogiche. Sessi, generi, sessualità” di Pedagogia di genere. La Prof.ssa Farahi ha relazionato con un intervento dal titolo “Immagini di rivolta femminile in Iran: agency, genere e nuove soggettività” e ha analizzato alcune immagini circolate sui social (inizio 2026) e le reazioni che esse suscitano, mettendo in luce la polarizzazione tra consenso e dissenso nelle rappresentazioni del femminile. In dialogo con Bourdieu e Crenshaw, le immagini vengono lette come luogo di conflitto simbolico e di intersezione tra genere, cultura e potere. A partire da Contini, l’intervento ha proposto una pedagogia dello “scarto” e della resistenza. Un invito a trasformare l’indignazione in postura educativa per contrastare l’indifferenza e promuovere responsabilità, cittadinanza e impegno civico.

Link evento:  https://www.siped.it/convegno-inter-gener-azioni-prospettive-genere-intersezionali-patti-generazioni/ 

Susanna Piacenza presente al Convegno “Valutare è formare” con un contributo sulla valutazione dinamica

“Valutazione Dinamica per il cambiamento evolutivo”: con questa interessante relazione scientifica, Susanna Piacenza, docente eCampus e membro del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), ha recentemente partecipato al Convegno “Valutare è formare – la valutazione descrittiva come strumento di potenziamento cognitivo, orientamento e inclusione”, che si è svolto il 24 febbraio 2026 a Torino, saggiamente organizzato da Città Metropolitana di Torino e USR Piemonte. L’evento ha proposto una riflessione ampia e attuale sul ruolo della valutazione descrittiva nei processi educativi; l’iniziativa ha riunito professionisti ed esperti del settore per esplorare come la valutazione possa diventare uno strumento di potenziamento cognitivo, orientamento e inclusione, capace di sostenere davvero i percorsi di apprendimento. Una mattinata di confronto che ha messo al centro la qualità delle pratiche didattiche e la costruzione di una scuola più attenta alle caratteristiche di ciascuno.

Link: https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/docenti-convegno-sulla-valutazione-descrittiva 

Giorgia Pinelli curatrice del numero monografico della rivista “Orientamenti Pedagogici” dedicato alla pedagogia interculturale

Assieme a Michele Caputo (UniBo), Giorgia Pinelli, docente eCampus e membro del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), è curatrice del numero monografico 4/2025 della rivista “Orientamenti pedagogici”, interamente dedicato a questioni di pedagogia interculturale. Il numero monografico della rivista prende origine dalla collaborazione tra docenti universitari di diverse nazionalità. La pedagogia interculturale viene dunque esplorata tramite contributi teorici e ricerche empiriche provenienti da aree geografiche e mondi culturali-accademici differenti: Brasile e Argentina, Italia, Norvegia, Svizzera, conferendo alla struttura stessa del fascicolo un carattere interculturale. Ulteriore tratto distintivo è la compresenza di più campi disciplinari, chiamati a convergere sull’oggetto formale dell’educazione in rapporto alle dinamiche multi/interculturali. Allo sguardo prettamente pedagogico si affianca l’angolo visuale della psicologia (e segnatamente della psicologia sociale), quest’ultima in alcuni casi corroborata da una prospettiva fenomenologica e/o di sociologia relazionale. Una simile pluralità di linguaggi e di approcci teorici non equivale tuttavia a frammentarietà: i saggi che compongono il numero sono sì singolarmente concepiti, ma dentro un coordinamento unitario. Soprattutto, essi dialogano reciprocamente a partire da alcuni fondamentali assunti condivisi. La questione dell’interculturalità è tematizzata innanzitutto da un punto di vista descrittivo-interpretativo e compresa “dall’interno”, in una logica esplorativa e con particolare riferimento al quid pedagogico. L’intreccio tra prospettiva pedagogica e psicologica, infine, colloca la riflessione circa le differenze culturali nell’alveo dell’indagine sui processi educativi e sulle modalità con le quali il soggetto in crescita interiorizza tali differenze. Di qui la necessità di esplorare anche i dinamismi attraverso cui un orizzonte di senso/simbolico multiculturale interagisce con lo sviluppo psichico della persona, intervenendo nei suoi processi di definizione identitaria. Oltre che come co-curatrice, Giorgia Pinelli partecipa al volume con un contributo a sua firma, dedicato a Comunità educative e creatività docente in presenza di classi multiculturali. Ipotesi di lavoro (pp. 69-82).

Trovate la rivista cliccando qui.

La pedagogia interculturale in dialogo tra nuove tecnologie e relazione educativa: il contributo di Farnaz Farahi sul nuovo numero di RRDD

Farnaz Farahi, docente eCampus e membro del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), è presente nell’ultimo numero (02/2025) della Rivista di Ricerca e Didattica Digitale (RRDD), con un contributo dal titolo “Pedagogia e Quinta Rivoluzione Digitale: rinnovare la relazione educativa in prospettiva interculturale”. L’articolo analizza la quinta rivoluzione digitale come nuovo scenario epistemologico per la pedagogia, soprattutto nell’educazione dell’infanzia. La studiosa mostra come l’integrazione strutturale di IA, post-medialità, “piattaformizzazione” e “datificazione” stia trasformando il profilo dell’educando, oggi descritto come soggetto ibrido, situato tra umano e tecnologico, e come io-Multiplo. Nell’interrogarsi sullo scenario tecnologico attuale, l’Autrice si interroga sulle fertili, seppur complesse, connessioni tra la quinta rivoluzione digitale e le dinamiche educative in prospettiva interculturale, con un focus particolare sul profilo dell’educatore, che necessariamente dovrà essere consapevole del suo ruolo rinnovato e ridefinito dal contesto attuale post-mediale, coltivando allo stesso tempo uno sguardo umanizzante e relazionale, inclusivo e solidale, verso nuove forme e significati di cittadinanza.
Potete leggere la rivista completa cliccando qui.

Giorgia Pinelli invitata al Convegno di studi della Società Internazionale Tommaso d’Aquino (SITA)

Il 18 ottobre 2025 Giorgia Pinelli, docente eCampus e membro del Centro Ricerca Educazione Didattica Digitale Innovazione sociale (CREDDI), ha partecipato come relatrice invitata al Convegno di studi della Società Internazionale Tommaso d’Aquino – SITA (Bologna, 17-18 ottobre 2025), dedicato al tema Ars cooperativa naturae, con una conferenza intitolata Uno sguardo sulla famiglia di oggi nell’ottica della “coltivazione” della natura umana. L’intervento ha proposto una riflessione sul ruolo della famiglia come luogo primario di cooperazione con la natura nella formazione dell’umano, ponendo in dialogo la tradizione tomista con le sfide educative e antropologiche del presente. Si è cercato di documentare come, in un contesto culturale che tende a separare natura e libertà, educazione e spontaneità, la famiglia resti la prima “officina di umanità”, chiamata a custodire e coltivare la persona nella sua interezza. Muovendo da una prospettiva fenomenologica e tomista, il contributo ha evidenziato come l’educazione familiare non sia mera trasmissione di valori, ma processo di umanizzazione nel quale il figlio è accompagnato verso la maturità etica e relazionale. In questa direzione si è mossa la visione di Tommaso d’Aquino secondo cui la famiglia è l’“utero spirituale” in cui la natura umana si compie attraverso la cura e la libertà: “coltivare la natura umana nella famiglia significa custodire la sorgente stessa dell’umanesimo”.

Link al convegno: https://www.sitaroma.com/it/attivita-ed-eventi/ars-cooperativa-naturae